La Biblioteca costituisce un nuovo centro simbolico e reale della città,
in grado di generare senso di appartenenza e riconoscimento. Nella società
attuale esistono bisogni informativi connessi all'aggiornamento culturale
e professionale, ma esiste anche l'esigenza di occupare in modo intelligente
il tempo libero: la biblioteca civica si configura, quindi, come polo
dell'informazione, della cultura e del tempo libero, luogo di incontro
e di vita sociale.
Il progetto per il Nuovo Polo Bibliotecario di Bolzano trova le sue
ragioni fondamentali nel rapporto con la città e nella tensione
dialettica tra la città storica piacentiniana e il nuovo intervento:
tutta l'area oggetto di trasformazione è stata concepita come
cerniera urbana in grado di connettere i brani di città limitrofi.
Si è posto l'accento sul ruolo degli spazi aperti e sul progetto
del 'suolo' in quanto area pubblica liberamente accessibile da tutti
e in grado di attrarre flussi pedonali e ciclabili nei diversi orari
della giornata.
La riflessione sugli edifici e sull'architettura ha portato ad evidenziare
tre segni forti e riconoscibili, concepiti come punti nodali di un sistema
a rete. In posizione baricentrica al sistema la torre degli uffici è
un volume verticale che segnala l'ingresso principale al Polo. Ai due
estremi della piastra, in corrispondenza con gli accessi all'area dalla
città, si attestano le altre due presenze significative: il volume
della scuola e, sul lato opposto, un volume-soglia, ad andamento prevalentemente
orizzontale, parzialmente sospeso su pilastri. Questi due edifici rappresentano
due momenti diversi nella storia della città e si rapportano
con essa in modo ambivalente. L'edificio razionalista della scuola è
un forte elemento di demarcazione: il suo fronte chiuso e compatto segna
il limite verso l'esterno e nello stesso tempo definisce il percorso
di accesso da sud. L'altro volume è invece permeabile e aperto,
un invito a fluire verso gli spazi aperti organizzati intorno agli edifici.
La piastra è stata definita 'mother board' in quanto è
l'elemento che connette tutti i programmi funzionali previsti nel progetto
restituendo una chiara configurazione d'insieme dell'impianto. Non si
tratta di un semplice elemento bidimensionale ma di una sorta di 'suolo
spesso' che organizza su quote differenti molte delle attività
del Polo. Le diverse quote appaiono evidenti in corrispondenza delle
'depressioni' della piastra che è stata in alcune zone idealmente
tagliata e deformata; le bucature consentono l'illuminazione del livello
ipogeo e individuano gli spazi pubblici a diretto contatto con la Biblioteca.
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CREDITS:
progettisti:
Paolo Danelli, Paola Giaconia, Reinhard Knopp, Elena Sacco, Michele
Stramandinoli
collaboratori: Tommaso Giunchi, Marcello Gross
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