Nuovo Polo Bibliotecario, Bolzano, Italia

4.2004
concorso


La Biblioteca costituisce un nuovo centro simbolico e reale della città, in grado di generare senso di appartenenza e riconoscimento. Nella società attuale esistono bisogni informativi connessi all'aggiornamento culturale e professionale, ma esiste anche l'esigenza di occupare in modo intelligente il tempo libero: la biblioteca civica si configura, quindi, come polo dell'informazione, della cultura e del tempo libero, luogo di incontro e di vita sociale.
Il progetto per il Nuovo Polo Bibliotecario di Bolzano trova le sue ragioni fondamentali nel rapporto con la città e nella tensione dialettica tra la città storica piacentiniana e il nuovo intervento: tutta l'area oggetto di trasformazione è stata concepita come cerniera urbana in grado di connettere i brani di città limitrofi. Si è posto l'accento sul ruolo degli spazi aperti e sul progetto del 'suolo' in quanto area pubblica liberamente accessibile da tutti e in grado di attrarre flussi pedonali e ciclabili nei diversi orari della giornata.
La riflessione sugli edifici e sull'architettura ha portato ad evidenziare tre segni forti e riconoscibili, concepiti come punti nodali di un sistema a rete. In posizione baricentrica al sistema la torre degli uffici è un volume verticale che segnala l'ingresso principale al Polo. Ai due estremi della piastra, in corrispondenza con gli accessi all'area dalla città, si attestano le altre due presenze significative: il volume della scuola e, sul lato opposto, un volume-soglia, ad andamento prevalentemente orizzontale, parzialmente sospeso su pilastri. Questi due edifici rappresentano due momenti diversi nella storia della città e si rapportano con essa in modo ambivalente. L'edificio razionalista della scuola è un forte elemento di demarcazione: il suo fronte chiuso e compatto segna il limite verso l'esterno e nello stesso tempo definisce il percorso di accesso da sud. L'altro volume è invece permeabile e aperto, un invito a fluire verso gli spazi aperti organizzati intorno agli edifici.
La piastra è stata definita 'mother board' in quanto è l'elemento che connette tutti i programmi funzionali previsti nel progetto restituendo una chiara configurazione d'insieme dell'impianto. Non si tratta di un semplice elemento bidimensionale ma di una sorta di 'suolo spesso' che organizza su quote differenti molte delle attività del Polo. Le diverse quote appaiono evidenti in corrispondenza delle 'depressioni' della piastra che è stata in alcune zone idealmente tagliata e deformata; le bucature consentono l'illuminazione del livello ipogeo e individuano gli spazi pubblici a diretto contatto con la Biblioteca.


CREDITS:
progettisti: Paolo Danelli, Paola Giaconia, Reinhard Knopp, Elena Sacco, Michele Stramandinoli
collaboratori: Tommaso Giunchi, Marcello Gross