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Steven Holl Architects: Cranbrook Institute of Science |
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La recente realizzazione del progetto di Steven Holl per l'ampliamento dell'Istituto di Scienza nel Campus di Cranbrook nel Michigan rientra all'interno di un ampio programma di celebrazioni promosso da questo Istituto in occasione del proprio centenario, che cadrà nel 2004. La Cranbrook Educational Community, quasi l'equivalente americano del Bauhaus tedesco, ha negli ultimi anni commissionato importanti progetti di ampliamento dei propri spazi ad architetti di fama internazionale: Peter Rose progetterà la Brookside School, Tod Williams e Billie Tsien il Natatorium, Rafael Moneo l'addizione al Museo d'Arte. Il progetto più vasto (5200 metri quadrati di ristrutturazione e 2500 metri quadrati di edificio ex novo) è stato assegnato all'architetto newyorchese Steven Holl e consiste nell'ampliamento di uno degli storici manufatti architettonici presenti nel campus. L'edificio preesistente con il quale Holl ha dovuto confrontarsi è infatti una delle varie opere di Cranbrook che portano la firma dell'architetto finlandese Eliel Saarinen che, negli anni Venti e Trenta, era stato nominato dal fondatore di Cranbrook, il magnate della carta stampata George Booth, primo architetto di questa importante istituzione culturale. L'architettura di Holl è caratterizzata dall'impiego di dispositivi euristici; e in questo caso, nell'intento di contrastare l'impianto chiuso dell'edificio di Saarinen, la cui forma ad U era di ostacolo alla circolazione tra le varie ali, Holl si ispira al modello degli "Strani Attrattori" sviluppato dallo scienziato Edward Lorenz negli anni Sessanta. I due corpi di fabbrica, entrambi caratterizzati da una pianta a U, vengono così ad abbracciarsi, quasi fossero irresistibilmente attratti l'uno all'altro. Nella geometria frattale, un "attrattore" è un'area che attira verso di sé punti i quali, nonostante seguano percorsi caotici o imprevisti, resteranno sempre in orbita attorno all'attrattore. L'applicazione metaforica di questo modello di Teoria dei Sistemi, del quale vengono messe in atto le potenzialità sperimentali più che quelle prettamente geometriche, permette a Holl di dar vita a un edificio che potrà adattarsi facilmente ai cambiamenti e a un sistema di percorsi aperto e rilassato nel quale il visitatore può usufruire di una serie di strategici punti di osservazione dai quali percepire le varie opzioni di itinerario. La ‘promenade architecturale' che si snoda all'interno e all'esterno dell'edificio non offre semplicemente delle vedute spettacolari incorniciate magistralmente da una delicata e coinvolgente opera architettonica; lungo tutto il percorso l'architettura di Holl riesce infatti a stimolare altri sensi oltre alla vista. Le qualità tattili dei corrimano elegantemente ripiegati per riunirsi alle pareti, delle sedute in alluminio lucidato distribuite lungo le balaustrate, delle porte realizzate con qualità artigianale attraggono continuamente l'attenzione del visitatore; il riprogettato atrio di ingresso dell'Istituto, il cosiddetto "Light Laboratory", è uno spazio nel quale la parete esposta a sud è costituita da una sorta di mosaico di sette diversi tipi di vetro che danno luogo a interessanti fenomeni di rifrazione luminosa che variano con il cambiare della posizione del sole. L'Istituto, così rinnovato, si centra ora attorno a una corte interna nella quale vengono presentati vari fenomeni scientifici: l'acqua, ad esempio, nei suoi tre stati fisici - liquido, solido e gassoso - viene mostrata al pubblico nelle vasche, nella "Casa del Ghiaccio" e nella "Casa del Vapore". La sensibilità con cui le innovazioni di Holl si inseriscono nel vecchio contesto, il sensuale utilizzo di luci, colori e suoni, le qualità tattili dei materiali e dei dettagli costruttivi danno vita a uno spazio che va esperito lentamente: e tale lentezza crea un'interessante tensione con gli elementi standardizzati degli edifici modernisti che occupano il campus di Cranbrook dalla metà di questo secolo. |
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