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Morphosis. Tsunami Asian Grill, Las Vegas |
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Lo studio californiano Morphosis è noto al pubblico internazionale per importanti progetti di edifici pubblici completati negli ultimi anni, quali la Diamond Ranch High School, inaugurata di recente a Pomona, e l'Hypo Alpe Adria Center, opera prima in Europa. Ne ricordiamo gli ingegnosi progetti di ristoranti realizzati nei primi anni di attività, quali il 72 Market Street (1983) e il Kate Mantilini (1986), prime incursioni nella sfera pubblica di una pratica professionale alla quale fino ad allora era concesso di sperimentare unicamente grazie agli incarichi per residenze di committenti privati. Questo progetto per un ristorante a Las Vegas, a più di vent'anni dagli esordi professionali dello studio, rappresenta per Morphosis un campo confortevolmente noto all'interno del quale dare libero sfogo ai propri esercizi creativi. Thom Mayne, viaggiatore instancabile per passione oltre che per necessità, non era mai stato nella capitale americana del gambling prima che gli venisse affidato questo incarico, orripilato com'è dal kitsch e dal sovraffollamento di stimoli visivi che vi imperano. E in quanto a kitsch, la Venezia ricostruita all'interno della quale sorge il ristorante (si tratta del ben noto Venetian Resort) non è da meno, con il suo campanile di San Marco che si staglia contro il blu artificiale di un cielo dipinto su una volta di cartongesso. La sfida è stata proprio quella di costruire uno spazio con delle qualità architettoniche all'interno di un contesto urbano dove tutto è affidato alla superficialità di immagini iperrealistiche applicate su anonimi contenitori destinati a ospitare attività ricreative. Il progetto di interni, con i suoi 900 metri quadrati e 326 posti a sedere, si costruisce intorno a due elementi fortemente individuati: la struttura esistente che, dipinta di nero, funziona da sfondo ai piani inclinati previsti dal nuovo allestimento, e l'utilizzo di un'unica grande immagine che, applicata su tutte le superfici perimetrali del ristorante, enfatizza i singoli elementi e favorisce al contempo il passaggio da un episodio all'altro seguendo la percezione di uno spazio continuo. Lo spettacolo della seduzione messo in scena da questo progetto dà luogo a una serie di ambienti raccolti e intimi la cui atmosfera serena costituisce un salutare riparo dal caos cittadino di una sgargiante Las Vegas sempre vestita a festa. |
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