Paola Giaconia, An Experiment in Disjunctures and Non Sequiturs, in "Hinge", August 2011, pp. 134-137
Samitaur Tower is the most recent in the impressive series of buildings designed by Eric Owen Moss Architects in Culver City, California. It is the latest piece of the architect’s ongoing urban-scale collaboration with developers Frederick and Laurie Samitaur Smith: a 20-year long odyssey of patient and inventive experimentation to revitalize an area of previously dilapidated industrial and warehouse buildings.
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Paola Giaconia, Torre Samitaur. Una secuencia de espacios no convencional, in "Zona de Proyecto", n. 17, April-June 2011, pp. 150-153.
La Torre Samitaur es el más reciente de la impresionante serie de edificios diseñados por Eric Owen Moss en Culver City, California, como parte de su continua colaboración a escala urbana con los desarrolladores Frederick y Laurie Samitaur Smith: una odisea paciente de 20 años y original experimentación para revitalizar un área de edificios industriales desmoronados.
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Paola Giaconia, Samitaur Tower Culver City (USA) / Eric Owen Moss Architects, in "de Architect", January 2011, pp. 36-41.
De Samitaur Tower ligt bij de belangrijkste toegang tot Hayden Tract in
Culver City. In dit voormalige industrie-terrein bevinden zich nu
postproductiestudio's, internet-gerelateerde bedrijven en andere
creatieve ondernemingen. Langs de toren loopt de nieuwe verhoogde
lightrail.
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Paola Giaconia, 3555 Hayden. Towards a Beaming Future, in "PERSPECTIVE", July 2009.
3555 Hayden, headquarters for a national broadcast company, is the most
recent in the impressive series of buildings designed by Eric Owen Moss
Architects in Culver City, California.
This is the latest piece of his ongoing urban-scale collaboration with developers Frederick and Laurie Samitaur Smith. A 15-year long odyssey of experimentation to revitalize an area of previously dilapidated industrial and warehouse buildings.
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This is the latest piece of his ongoing urban-scale collaboration with developers Frederick and Laurie Samitaur Smith. A 15-year long odyssey of experimentation to revitalize an area of previously dilapidated industrial and warehouse buildings.
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Paola Giaconia, interview to Eric Owen Moss: "La mia Los Angeles adolescente ed effimera", in "Il Giornale dell'Architettura", July 2007, p. 3.
L’architetto californiano parla dei progetti e della fenomenologia di
una città la cui forza, nella storia dell’architettura, si è sempre
rivelata nelle opere piccole.
PG: Recentemente ha vinto il concorso «The City of the Future», bandito dall’History Channel, che proietta Los Angeles nell’anno 2016. Ci può dire qualcosa su questo progetto e sui principi della proposta?
EOM: Il concorso interessava tre città degli Stati Uniti (Chicago, New York e Los Angeles) e richiedeva una visione del loro futuro. Che la Los Angeles attuale rappresenti la città del futuro o sia piuttosto un’anomalia è una questione che difficilmente possiamo risolvere qui. Ma riguardo alla nostra proposta posso illustrare i principi fondamentali. Si trattava di una proposta in termini di politiche urbane piuttosto che d’immagine della città, anche se poi a ben vedere tutti i dibattiti che hanno seguito la chiusura del concorso hanno soprattutto prestato attenzione agli aspetti formali delle nostre visioni.
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PG: Recentemente ha vinto il concorso «The City of the Future», bandito dall’History Channel, che proietta Los Angeles nell’anno 2016. Ci può dire qualcosa su questo progetto e sui principi della proposta?
EOM: Il concorso interessava tre città degli Stati Uniti (Chicago, New York e Los Angeles) e richiedeva una visione del loro futuro. Che la Los Angeles attuale rappresenti la città del futuro o sia piuttosto un’anomalia è una questione che difficilmente possiamo risolvere qui. Ma riguardo alla nostra proposta posso illustrare i principi fondamentali. Si trattava di una proposta in termini di politiche urbane piuttosto che d’immagine della città, anche se poi a ben vedere tutti i dibattiti che hanno seguito la chiusura del concorso hanno soprattutto prestato attenzione agli aspetti formali delle nostre visioni.
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Paola Giaconia, Morphosis. Centro Ricreativo per il Campus dell'Università di Cincinnati, USA, in "L'industria delle costruzioni" n. 395, May 2007, pp. 32-39.
Il
turista italiano in visita al campus di una università americana (pubblica o
privata che sia) rimane attonito di fronte alla cura delle aree aperte, al
verde lussureggiante nel quale sono immersi gli edifici, alla efficienza delle
strutture che accolgono gli studenti per le lezioni, per lo studio e per il
tempo libero. Le nostre scuole non reggerebbero il confronto.
Questa attenta e meticolosa progettazione del verde e delle architetture appartiene alla tradizione dei grandi campus americani, a partire da quello della storica University of Virginia, con i suoi edifici e il suo piano progettati da Thomas Jefferson. Un simile assetto si ritrova alla University of Cincinnati in Ohio. Fondata nel 1819, la scuola oggi ospita circa 35.000 studenti all'interno di un'area di oltre 80 ettari a pochi chilometri a nord del centro cittadino.
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Questa attenta e meticolosa progettazione del verde e delle architetture appartiene alla tradizione dei grandi campus americani, a partire da quello della storica University of Virginia, con i suoi edifici e il suo piano progettati da Thomas Jefferson. Un simile assetto si ritrova alla University of Cincinnati in Ohio. Fondata nel 1819, la scuola oggi ospita circa 35.000 studenti all'interno di un'area di oltre 80 ettari a pochi chilometri a nord del centro cittadino.
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Paola Giaconia, Morphosis. Tsunami Asian Grill and Lutece Restaurant in Las Vegas, in "L'industria delle costruzioni" n. 383, May-June 2005, pp. 82-89.
Lo studio californiano Morphosis è noto al pubblico internazionale per importanti progetti di edifici pubblici completati negli ultimi anni, quali il Caltrans Building, inaugurato di recente a Los Angeles, la Diamond Ranch High School a Pomona, e l’Hypo Alpe Adria Center, opera prima in Europa. Ne ricordiamo gli ingegnosi progetti di ristoranti realizzati nei primi anni di attività, quali il 72 Market Street (1983) e il Kate Mantilini (1986), prime incursioni nella sfera pubblica di una pratica professionale alla quale fino ad allora era concesso di sperimentare unicamente grazie agli incarichi per residenze di committenti privati.
Questi due progetti per ristoranti a Las Vegas, a più di vent’anni dagli esordi professionali dello studio, rappresentano per Morphosis un campo confortevolmente noto all’interno del quale dare libero sfogo ai propri esercizi creativi.
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Questi due progetti per ristoranti a Las Vegas, a più di vent’anni dagli esordi professionali dello studio, rappresentano per Morphosis un campo confortevolmente noto all’interno del quale dare libero sfogo ai propri esercizi creativi.
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Paola Giaconia, ERIC OWEN MOSS ARCHITECTS. Smithsonian Institution, Washington DC. Patent Office Building Courtyard Enclosure Competition, in "ARCH'IT", May 21, 2004.
La
prestigiosa Smithsonian Institution necessitava da tempo di un ampliamento
del Patent Office Building (1) per poter ospitare, all'interno dei confini
ottocenteschi, due musei: la National Portrait Gallery e lo Smithsonian
American Art Museum.
Obiettivo primario che si è posto lo studio di Eric Owen Moss è far sì che l'istituzione riuscisse a dichiarare, grazie all'esuberanza e alla forza del progetto di ampliamento, oltre che alla importanza della sua sede storica (Walt Whitman la definiva "the noblest of Washington buildings"), il proprio status di importante istituzione civica e culturale.
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Obiettivo primario che si è posto lo studio di Eric Owen Moss è far sì che l'istituzione riuscisse a dichiarare, grazie all'esuberanza e alla forza del progetto di ampliamento, oltre che alla importanza della sua sede storica (Walt Whitman la definiva "the noblest of Washington buildings"), il proprio status di importante istituzione civica e culturale.
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Paola Giaconia, ERIC OWEN MOSS ARCHITECTS. Biblioteca Nazionale del Messico "José Vasconcelos", in "ARCH'IT", November 15, 2003.
Dopo
aver costruito a Los Angeles, e in particolare a Culver City, la parte
più significativa della propria crescita professionale e biografica,
la carica energica di Eric Owen Moss e dei suoi edifici complessi e
coraggiosamente scultorei ha cominciato, negli ultimi anni, a farsi
conoscere con forza anche all'estero.
Presente alla Biennale di Venezia già nel 1996 con i vivaci progetti per Gasometer D-1, Samitaur, Aronoff House e Ince Theater, Eric Owen Moss ha partecipato e si è classificato in importanti concorsi internazionali, non ultimo quello per San Pietroburgo con le proposte per il recupero e l'ampliamento del Teatro Mariinsky e la riconversione dei depositi del New Holland
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Presente alla Biennale di Venezia già nel 1996 con i vivaci progetti per Gasometer D-1, Samitaur, Aronoff House e Ince Theater, Eric Owen Moss ha partecipato e si è classificato in importanti concorsi internazionali, non ultimo quello per San Pietroburgo con le proposte per il recupero e l'ampliamento del Teatro Mariinsky e la riconversione dei depositi del New Holland
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Paola Giaconia, Morphosis. Residenze universitarie a Toronto, Canada / University of Toronto, Graduate Student Housing, Canada, in "L'industria delle costruzioni" n. 369, Jan.-Feb. 2003, pp. 38-47.
Il progetto per il Graduate Student Housing della University of Toronto
è espressione lucida e coerente delle esplorazioni che in questi anni
Morphosis ha condotto nel campo dell'edilizia pubblica e offre allo
studio californiano l'occasione di dimostrare la maturità della sua
ricerca: vengono qui infatti messe in pratica strategie sviluppate in
occasione di alcuni importanti lavori completati di recente, quali la
International Elementary School di Long Beach, la Diamond Ranch High
School, inaugurata nel 2000 a Pomona, e l'Hypo Alpe Adria Center, opera
prima in Europa. Tutte queste esperienze rappresentano alcune significative
incursioni nella sfera pubblica di una pratica professionale alla quale
in passato era concesso di sperimentare prevalentemente grazie ad incarichi
commissionati da privati e per interventi dalle dimensioni piuttosto
contenute.
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Paola Giaconia, Universal City Walk. Displacement of Heterotopia, in "ARCH'IT", November 29, 2002.
CITY
WALK: this hilltop shopping mall impersonating a city street was commissioned
by MCA Development (presently Universal Creative) and garishly overdesigned
for mass appeal by the Jerde Partnership International, directed by
architect Jon Jerde, between 1989 and 1993. The 1,500-foot-long money-making
strip, spine of a complex that is intended to house a shopping mall,
movie theaters, along with production studios, and executive offices,
is just the first phase of a large-scale project for the whole entertainment
compound known as Universal City.
Designed using computer-compiled traces of local Los Angeles architecture, Universal City Walk reproduces at a larger scale its streetscape, but gives life to a Disney-like unreality; and Jon Jerde doesn't even reject this idea, defining his project a "simulacrum", a copy with no original.
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Designed using computer-compiled traces of local Los Angeles architecture, Universal City Walk reproduces at a larger scale its streetscape, but gives life to a Disney-like unreality; and Jon Jerde doesn't even reject this idea, defining his project a "simulacrum", a copy with no original.
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